I MATERIALI - FORMAZIONE E CARATTERISTICHE DELLE PERLE
La formazione delle perle avviene quando un mollusco riesce a produrre una perla.
Solitamente questo avviene perché il mollusco reagisce ad uno stimolo come
forma di difesa verso un’intrusione. Questa intrusione può essere di origine naturale, come un piccolo organismo parassita, o indotta
dall’uomo con l’introduzione di un elemento estraneo all’interno del
corpo del mollusco.
Nel primo caso la perla che si
forma viene detta perla naturale,
nel secondo caso perla coltivata o di coltura.
Per quanto riguarda il primo caso, la formazione di una perla naturale, essa
avviene nel momento in cui un qualsiasi elemento estraneo prenota
all’interno del mollusco provocando irritazione.
Per difendersi, l’animale crea una specie di sacca attorno all’intruso.
La sacca inizia quindi a secernere una sostanza lenitiva, il nacre,
che serve a rivestire il corpo irritante. Mano a mano che gli stati di nacre
si depositano sull’elemento irritante, la perla aumenta gradualmente la sua
dimensione. Le perle coltivate invece sono il risultato dell’intervento
umano nel processo di formazione naturale.

Le prime perle ottenute in
questo modo furono le perle coltivate blister
- formatesi attorno ad un nucleo appositamente incollato alla superficie
interna del guscio del mollusco. Le prime perle coltivate di natura sferica
sono entrate in commercio più o meno nel 1920. Per la loro produzione
esistono due metodi di coltivazione: quella con innesto di nucleo sferico e
quella con innesto di tessuto del mantello. L’innesto con nucleo sferico
viene utilizzato principalmente nei molluschi perliferi di acqua salata.
Viene eseguita una vera e propria operazione per inserire il nucleo
sferico, e un frammento di tessuto di mantello all’interno delle gonadi,
organo riproduttivo dei molluschi. I nuclei vengono ricavati dalla
lavorazione della conchiglia di una specie di mitilo di acqua dolce che vive
nei fiumi del Nord America – la Megalonaias nervosa - il frammento del tessuto di mantello, invece, viene estratto da un
mollusco donatore. Anche alcuni molluschi d’acqua dolce sono sottoposti al
trattamento dell’innesto del nucleo sferico, ma la maggior parte di essi
viene coltivata con la procedure dell’innesto del solo tessuto di mantello.
Solitamente il tessuto viene inserito all’interno dell’area carnosa del
mollusco e non nelle gonadi come avviene per il nucleo sferico.
Quando l’intervento con l’innesto ha esito favorevole, il mollusco comincia
a secernere nacre attorno al tessuto, dando origine alla nascita della perla
coltivata. Essendo priva di nucleo sferico, la perla ottenuta è composta
quasi esclusivamente di nacre.
Tempo fa, le perle
erano importanti strumenti finanziari, comparabili, per il prezzo, alle
proprietà immobiliari, poiché bisognava cercare migliaia di ostriche per una
sola pietra. Esse erano rare perché create solo a caso.
La maggior parte delle perle sono prodotte in
Giappone nelle tiepide acque del Sud pacifico, le ostriche più grandi
coltivano le perle e le perle nere di Tahiti che sono in dimensioni più
grandi.
Le perle di acqua dolce sono coltivate in acqua dolce, per la maggior parte
in Cina.
Parametri per la valutazione qualitativa delle perle
Nonostante le differenze che contraddistinguono i vari tipi di perle,
presenti in commercio, tutte presentano alcune caratteristiche fondamentali
in comune. Queste caratteristiche influiscono direttamente sulla valutazione
di ogni singola perla.
Collettivamente sono definite fattori di valore o fattori per la
valutazione qualitativa.
I
sette fattori di valore o parametri per la valutazione qualitativa delle
perle, sono:
1. Le dimensioni
2. La forma
3. Il colore
4. La lucentezza
5. La qualità della
superficie
6. La qualità del nacre
7. L’accostamento
armonico
La forma
La forma di una perla può , generalmente, variare da quella a sferica o
semisferica ad una incredibile moltitudine di conformazioni insolite.
Chi
opera nel settore ha individuato sette categorie considerate come standard
della forma:
1. La forma rotonda
(in gergo, round): praticamente sferica ad occhio nudo
2. La forma quasi
rotonda
( in gergo, semi-round): essenzialmente sferica ad occhio nudo,
potrebbe presentare un andamento lievemente irregolare o essere
leggermente allungata o appiattita.
3. La forma ovale:
rotondeggiante ed oblunga, ma simmetrica
4. La forma a bottone:
circolare e simmetrica, più o meno appiattita e schiacciata
5. La forma a goccia
simile ad una goccia o ad una pera, ha forma arrotondata più larga nella
parte inferiore e simmetrica. La lunghezza è variabile.
6. La forma
semi-barocca:
si tratta di una forma non simmetrica, non perfettamente
sferica.
7. La forma barocca:
è
una forma non simmetrica con un profilo totalmente irregolare.
Qualsiasi altra forma diversa dalle sette elencate dovrà essere descritta
come appare, esempio: a croce, a navetta, a bastoncino etc. etc.
Come regola generale, le perle di forma sferica sono le più costose. Ciò è
dovuto al fatto che riuscire a radunare un numero sufficiente di perle
coltivate perfettamente rotonde, di grandi dimensioni e di qualità superiore
è di gran lunga più difficile e complesso che mettere insieme perle non
sferiche.
Il colore delle perle
Il
colore di una perla è formato da tre componenti fondamentali: la tinta,
vale a dire la prima impressione che si ha del colore; il tono,
cioè la maggiore o minore luminosità del colore stesso, e la saturazione,
la sua forza o intensità. Le tinte delle perle si presentano, generalmente,
con saturazioni brunastre o grigiastre, mentre il tono può coprire l’intera
gamma dal bianco al nero. Le perle, come tutte le cose che hanno avuto
origine da un processo naturale, presentano un vasto insieme di colori. Gli
strati sovrapposti di nacre, che compongono la perla, permettono il
passaggio della luce che , attraversandoli si scinde prima di tornare ai
nostri occhi. Grazie a questo fenomeno, di una perla percepiamo un insieme
complesso di effetti ottici.
Il colore delle perle, infatti, può presentare
tre caratteristiche fondamentali:
1. Il colore di fondo o
colore di base:
la tinta dominante presente su tutta la superficie della
perla;
2. Il colore di
superficie:
una o più tinte traslucide che si percepiscono al di sopra del
colore di fondo;
3. L’oriente:
una serie
di colori iridescenti, come quelli di un arcobaleno, che luccicano sulla
superficie di una perla.
Tutte
le perle hanno un colore di fondo, ma non tutte presentano quello di
superficie o l’oriente.
Il colore di fondo
Il colore di fondo di una perla è il colore dominante. Esso può essere
influenzato da molteplici variabili: la specie del mollusco da cui sono
state prodotte, il colore del tessuto del mantello, oppure gli elementi
presenti nell’ambiente durante la fase di accrescimento della perla. Fino ai
tempi più recenti, ciascuno dei vari tipi di perla presentava una gamma di
variazione abbastanza ridotta. Le perle di fiume e quelle di Tahiti hanno
introdotto un nuovo assortimento di colori nel mercato delle perle quali il
porpora, il marrone, il blu, l’arancione e cosi via. Come si potrà notare
nell’immagine, oggigiorno, la scelta relativa ai colori di fondo è vasta e
soprattutto sorprendente.
Il colore di superficie
Il colore di superficie è composto da una o più tinte diverse, tenui e
traslucide, collocate sulla superficie di una perla. Il colore di fondo
traspare attraverso quello di superficie, come tinta principale della perla;
quindi il colore di superficie, se presente, è in ogni caso secondario
rispetto al colore di fondo. Sono molti i tipi di perle che presentano un
colore di superficie, di solito il verde il blu o il rosè.
L’oriente
Oltre al colore di fondo ed a quello di superficie, le perle possono
presentare anche un bellissimo effetto ottico chiamato oriente. Si tratta di
una serie di colori iridescenti che lampeggiano attraverso la sua
superficie. Ruotando la perla sembra quasi che le tinte iridescenti si
spostino e si modifichino come l’effetto cangiante dell’arcobaleno
osservabile nelle bolle di sapone. Nonostante la superficie di una perla sia
liscia e levigata, se osservata attraverso le potenti lenti di un
microscopio, si potrà notare che il nacre di cui è formata è composta da sottilissimi strati di
cristalli piccolissimi. Questi cristalli a piastrina sono uniti da loro da
una particolare colla organica. I raggi di luce che illuminano la superficie
della perla, penetrano attraverso le sottili piastrine di nacre e,
incontrando materiali diversi, interagiscono con ciascuno di loro in maniera
diseguale, modificando la velocità e la direzione. A causa del fenomeno
dell’interferenza, la luce che attraversa il nacre si scinde nelle sue
componenti iridescenti, e questo può dare origine all’oriente.
La lucentezza delle perle
Il
fattore della lucentezza, in una perla, è forse quello di maggiore impatto,
rispetto agli altri, sulla bellezza di una perla. Essa è dovuta alla luce
che penetra attraverso i vari strati di nacre traslucido e che ritorna
all’occhio dell’osservatore dalle profondità interne della gemma.
La
lucentezza delle perle viene raggruppata in quattro categorie:
1. Eccellente – i
riflessi sono luminosi, molto nitidi e ben definiti.
2. Buona – i riflessi
sono luminosi, ma non nitidi e ben definiti.
3. Discreta – i
riflessi sono deboli, confusi e sfuocati.
4. Scarsa – i riflessi
sono molto indistinti e diffusi.
La
lucentezza è ciò che contraddistingue le perle rendendole uniche rispetto a
tutte le altre gemme. Le perle presentano diversi gradi di lucentezza anche
in base al tipo di appartenenza. Nonostante il continuo sviluppo ed il
perfezionamento delle tecniche di coltivazione stiano portando alla modifica
di questo concetto, gli esperti del settore reputano ancora le Akoya della
migliore qualità come le perle che presentano il maggiore grado di
lucentezza rispetto a tutti gli altri tipi di perle coltivate di colore
bianco e di forma rotonda, come per esempio quelle dei Mari del Sud. Ciò è
dovuto in parte alle differenze nelle condizioni ambientali in cui si svolge
la coltivazione. Si ritiene, infatti, che le perle coltivate in acque più
fredde accumulino piastrine di nacre con dimensioni minori e più lentamente, incrementando la probabilità di
ottenere una lucentezza superiore.
La qualità della superficie delle perle
Le
perle coltivate sono di natura organica, pertanto non sorprende che possano
presentare caratteristiche sulla superficie o esterne.
Queste ultime possono
essere di genere molto vario, eccone un elenco:
1. Abrasioni – una
serie di graffi sulla superficie dovuti ad un danneggiamento
2. Protuberanza – un
rigonfiamento, una bolla o una striatura
3. Scheggiatura –
un’incavatura o un’apertura sulla superficie della perla
4. Spaccatura – una
fenditura che raggiunge la superficie o una frattura del nacre
5. Area piatta – una
zona appiattita sulla superficie di una perla altrimenti sferica o
simmetrica, di solito troppo limitata per influire sulla forma base
6. Vuoto – una zona in
cui il nacre non ha ricoperto il nucleo sferico
7. Incavatura – una
piccola tacca o depressione sulla superficie
8. Graffio – sottile
solco o avallamento sulla superficie
9. Macchia – una zona
del nacre più chiara, più scura o meno lucente rispetto alla superficie
circostante
10. Increspatura – una
riga di rilievo o una grinza irregolare sulla superficie
La qualità del nacre
Il nacre costituisce la vera essenza di una perla. Il legame che lo collega alla
lucentezza rende la valutazione della sua qualità in fattore di valore di
importanza cruciale. L’aspetto di una perla, influenzato da un maggiore o
minore spessore del suo nacre,
contribuisce a determinare la sua qualità. Come si può valutare lo spessore
del nacre senza dover ricorrere alla dissezione della gemma o all’ispezione
radiografia ai raggi-x ? Basta osservare la perla. Se lo spessore è troppo
sottile il suo aspetto si presenta opaco e gessoso ed inoltre potrebbe
trasparire la sagoma scura del nucleo sferico al suo interno. Anche
l’effetto “lampeggiamento” vale a dire l’intermittente comparsa e la
scomparsa del nucleo durante la rotazione della sfera è una prova che
generalmente indica la presenza di uno strato troppo sottile di nacre.
La qualità del nacre e la lucentezza sono collegati da una stretta interdipendenza.
L’accostamento armonico
L’accostamento armonico è un fattore di valore relativo. Si applica soltanto
nel caso di collane o gioielli che presentano più di una perla. Nel caso di
gioielli con perle dello stesso tipo è necessario valutare l’uniformità
dell’insieme.
I gioielli valutati in base all’accostamento sono classificati
come segue:
1. Eccellente – le
perle presentano un aspetto uniforme e sono forate al centro.
2. Buono –le variazioni
nell’uniformità sono minori.
3. Discreto – le
variazioni dell’uniformità sono notevoli.
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